I Giorni della Merla
Come
tutti sanno, i giorni della merla, sono i giorni più freddi dell’anno.
Avana attendeva fremente il loro termine per poter accedere al periodo successivo, quello che lui aveva simpaticamente battezzato “ i giorni della “foca”. In effetti, con l’arrivo dei primi raggi di sole, le “foche” che circolavano in città cominciavano a mettere in mostra i loro “possedimenti” . Chi sfoggiava, con pantalone o con gonna attillata, una superba natica, forgiata in chissà quale palestra. Chi esasperava la vista di abbondanti ghiandole mammarie, sorrette da miracolosi reggiseni, chi incurante della temperatura variabile, ma strettamente vincolato alle tendenze, osava sfoggiare ombelico e fianchi con tanto di piercing.
I giorni passavano, e giorno dopo giorno le “foche” aumentavano. Ma Avana, non si faceva distrarre dalle poche temerarie in circolazione, (una rondine non fa……..) e attendeva il “D.DAY” ( Donna Day).
Come un orso sul greto del fiume, attende l’arrivo dei salmoni, Avana, circolando per i fiumi di strade della sua città, attendeva il….”COSMOPROF” .
Quella era la data di inizio, dei “giorni della foca”!!!
E venne il giorno !!!…………..Il Cosmoprof, non faceva felice solo Avana amante e adoratore del “bel vedere” ma anche i colleghi che amavano “le gite”. Così per una settimana i taxisti erano tutti felici! Tutti tranne uno!!! Perennemente innamorato. Decisamente perso per la bella vigilessa, che lui sognava tutte le notti, in divisa, con il cappello in testa, e prima di terminare il sogno gli dava qualche sculacciata, con la paletta per dirigere il traffico!!!
Ma dolcemente, con amore, nell’evanescente e impalpabile atmosfera di un sogno!!! Avana non trovava spiegazioni per giustificare il collega sognatore, e pensava:”Sta per iniziare il raduno mondiale della “foca”, l’apoteosi del fascino e dell’affascinante……………….e lui si accontenta di un sogno!!!
Mentre terminava il suo pensiero Avana aveva già caricato le prime “foche”vestite, tirate, e lucidate per l’occasione, si facevano accompagnare al COSMOPROF!!!!! All’ingresso principale della fiera, stavano arrivando i “salmoni” ops…..scusate le “foche” Avana, si posizionò contro corrente e cominciò a scrutare il flusso.
Belle!!! Bellissime!!! Le “foche” avanzavano a piccoli gruppi, starnazzando come oche, marciavano verso l’ingresso. Una marea di seni e glutei come mai si era visto prima.
Provenienti da ogni continente e da ogni nazione, dalle Americhe e dall’Asia, dall’Australia e dall’Africa.
Avana fermo immobile sopra ad un blocco di cemento armato, che fungeva da spartitraffico se le “rimirava" tutte, cominciò con un gruppetto di ciarliere Giapponesi, per poi passare a quattro superbe Russe, dalla struttura massiccia e dalle “forme” rubiconde e morbide. Poi l’occhio si spostò su una decina di nordiche, probabilmente svedesi appena scese dal pullman .
Tutte belle, tutte perfette con lunghi capelli biondi e occhi chiari, misure da miss 90 – 60 – 90 coscia lunga e movenza plastica.
Poi l’attenzione si posò su un gruppetto di Iberiche, con i loro colori scuri, e più minute di corporatura, sfoggiavano le loro curve, con l’ardore ed il ritmo tipico del flamengo.
Ma il movimento di “foche” diurno era niente a paragone di quello serale!!!
Uscendo dai loro alberghi le “foche” si presentavano con abiti decisamente succinti, le gonne non erano più gonne, ma due fazzoletti cuciti assieme.
Quelli che in gergo vengono chiamati “top” e servono a coprire il torace erano decisamente più piccoli di un normale reggiseno.
Gli spacchi delle gonne e le scollature degli abiti, erano di dimensioni ciclopiche, e spesso dallo spacco della gonna la coscia fuoriusciva per intero, e così anche dalle abbondanti scollature, un prosperoso seno si affacciava per prendere una boccata d’aria!!!
Ma la “mise” notturna…………
Nell’orario che andava dalle 22.00 alle 04,00 del mattino si poteva vedere veramente ditutto. Dopo aver mangiato e abbondantemente bevuto, non era raro veder le foche viaggiare con il perizoma in mano!!!
E come Hulk diventava verde, Avana si “agitava ai massimi”.
Gli ormoni gli battevano in testa, la mascella volitiva si allargava, dando spazio ad un enorme sorriso da beota!!! L’Astroauto cominciava a viaggiare a due metri dal suolo compiendo evoluzioni che erano un misto fra un elicottero e una macchina da Formula 1. Anche Avana subiva un mutamento, e come tutti i Super Eroi che si rispettano, gli appariva il mantello, l’occhiale grafitato e polarizzato gli si stabiliva sul naso. E vvvvia ad accompagnare “foche” a destra e a manca. Inesauribile!!!!!!!!!!! Più erano svestite e più Avana lavorava. Più erano belle e più l’astroauto sembrava un “missile”. Accompagnando all’albergo tre tedesche FA – VO –LO – SE , Avana si rese conto di aver la lingua a penzoloni modello Fantozzi, il mantello rigido, e l’occhiale grafitato dava qualche cenno di radiazione atomica. Era al limite dal collasso!!!! Tanto che non riusciva a dire la cifra da pagare, quando fatalmente e contemporaneamente uscirono dall’albergo due orrende “babbione” con tante rughe addosso, che sembravano la Cordigliera delle Ande, il viso pitturato e pieno di cerone, ricordavano più un pagliaccio che una donna. Alzando il braccio, da dove pendeva tanta carne tremula ,e facendo “sluccicare” una miriade di gioielli appesi un po’ su tutto il corpo gridarono : “ TAXXIIIII !!!!!”
Di colpo Avana tornò un umile taxista. Il mantello si afflosciò, la lingua sparì e l’occhiale grafitato non radiava più niente. Ciò nonostante, sfoderò un piacevole sorriso, e con scatto felino aprì le portiere, poi con il garbo che solo un umile taxista può avere disse :”Prego signore accomodatevi!!”.
Ma contemporaneamente pensava:
“Dopo questa, vado a casa!!!” . Passarono i giorni, le foche a poco a poco sparivano dalla città, ai taxisti rimaneva un senso di sazietà, sia nel portafoglio che negli occhi e nellamemoria. Fermi al posteggio chiacchieravano fra loro :
“Ne ho caricata una che era più bella di Sofia Loren!!!” esclamava uno.
“Io una bellissima che mi ha fatto girare la testa”. Insomma chi per un motivo chi per un altro erano tutti felici. Tutti tranne uno!!!!!!
No!!!! Era contento anche lui, il taxista innamorato della bella vigilessa !!!
Girava voce, che a suon di contravvenzioni, avesse rotto il ghiaccio con la bella vigilessa, e che fosse nato un grande amore. Un amore con la A maiuscola!!!!
Questo era quello di cui si parlava ai posteggi, mentre lentamente stavano terminando i “GIORNI DELLA FOCA”.